ACoFE – Associazione di Counseling Fenomenologico Esistenziale
Condivido integralmente una storia tratta dal libro "Le Storie si Raccontano" di Fabio Rondot perché è una di quelle storie che curano...
- Ciao Filippo, sei verde come un Tropical, cosa ti è successo?
- Sono spaventato a morte.
- Cosa ti ha spaventato?
- Mi sono spaventato davanti allo specchio; stamattina all'improvviso si è presa la mia faccia e me la sono sentita addosso.
- Ma cosa?
- La bestia.
- Quale?
- Quella che mi è venuta fuori.
- Da dove?
- Da me! Non me l'aspettavo. L'avevo intuita ogni tanto, ma pensavo bastasse rigare dritto e temermi lontano da quel posto e invece.
- Quale posto e poi di chi stai parlando?
- Dentro, dentro, dentro di me, giù in fondo c'è una bestia. E questa volta ha superato il confine.
- Calmati adesso, tieni, bevi; e smettila di fissare il cucchiaino come se fosse uno specchio.
- Grazie Otto.
- Va meglio?
- Si.
- Da quando sai che c'è?
- C'è da sempre ed è sempre più arrabbiata.
I miei me lo dicevano sin da piccolo "C'è qualcosa di sbagliato in te" e se mi arrabbiavo "Vedi, invece di fare il bravo ti arrabbi; c'è qualcosa che non va".
E così ho cominciato ad allenarmi tantissimo per diventare bravo, buono, preciso; insomma proprio come credevo di dover essere.
- E ci sei riuscito?
- si, cioè no; insomma tutti mi dicono che sono un'ottima persona ma io lo so, lo sento, che loro preferiscono mia sorella Ofelia, la piccola cara Ofelia.
- Ma tu ci hai mai parlato?
- E come si fa a non parlare con la propria sorella?
- Intendevo con la bestia.
- Ma no! Scherzi?
- Ma se non fosse come sembra? Voglio dire se avessi incrociato solo una grossa ombra?
- E cosa cambierebbe? Se quella esce e si fa vedere in giro io sono finito, fottuto, capisci? Devo riuscire a tenerla dentro.
- Ma se fosse solo rabbiosa di paura?
- Non credo, io sento solo rabbia.
- Ma secondo te è arrabbiata perché ha paura o anche lei paura perché è arrabbiata?
- Che domanda è? Non lo so non ci ho mai parlato. So solo che non deve uscire se no io sono finito!
-Ma adesso è qui?
- Certo che è qui; è sempre dove sono io.
- E allora perché non me la presenti?
- Ma sei impazzito?
- No, solo curioso.
- Ma se poi quella ti fa qualcosa o se non ti piace? No non posso; io voglio poter tornare qui a far colazione quando ne ho voglia e non dover girare alla larga.
- Magari invece ci capiamo e scopro qualcosa di nuovo.
- Tipo?
- Che gusti ha un'ombra? Tu li conosci?
- Sei ben strano.
- Se non fossi così probabilmente andresti a fare colazione da un'altra parte.
- Questo è vero.
- Allora facciamo le presentazioni; hai la mia parola che comunque sarà tu per me resterai sempre solo Fil. Allora?
- no, non ce la faccio. Posso solo dirti dove e' ora; sta dentro uno stanzone in una casa in periferia. C'è spazio ma non ci sono finestre, la luce entra solo da un lucernario del tetto. Non ci sono porte.
- Ma sta sempre lì da sola?
- Veramente è un lui.
- Ah! E quanti anni ha?
- Non lo so ma è enorme.
- E tu come lo sai?
- Lo vedo.
- Ma da dove lo guardi?
- Sono lì con lui.
- E ti devo immaginare come se ora? un Fil, proprio come quello che ho di fronte?
- Ora che me lo chiedi, no. Sono vestito come quando andavo in colonia al mare.
- Ma allora sei il piccolo Fil; e lui chi è?
- Lui è un gorilla, somiglia molto a quello delle figurine dell'album degli animali che mi faceva fare mia madre.
- E ti fa paura?
- Non importa questo, non deve uscire!
- Perché?
- Perché quando si gira gli viene lo sguardo cattivo.
- Ma potrebbe farti del male?
- a me credo di no. Ma non può uscire, potrebbe far guai grossi.
- Ma se io do una cosa a te tu puoi darla lui?
- Non lo so non è mai successo.
- Allora prendi questi frutti di bosco selvaggi e digli che sono anche per lui, che se li merita.
- Ma Otto?!
- Fallo e basta, anzi,fallo per me.
- Li ha presi.
- Allora d'ora in avanti quando verrete qui, tu potrai fare colazione e Gorilla potrà scegliere cosa portarsi nello stanzone.
Finito il racconto per me fu necessario chiedere:
- Perché non hai insistito per farti presentare Gorilla?
- Perché non sono io che posso decidere se e quando; tutto dipende da Fil.
- E quindi?
- E quindi essere amico di Fil per me vuol dire stare dalla sua parte, aspettare facendo quello che è possibile fare.
- E quindi?
- E quindi adesso io so e lui sa che io so. E da ora in avanti saremo io, lui, Gorilla e le paure.
- Ma perché non gli prepari qualcosa che so un acceleratore di dinamiche o altro?
- Perché non posso andare oltre quel che Fil è e può.
- Ma allora tutte quelle storie sul pensiero positivo, sui pensieri della mente?
- Caro amico, sottile il confine tra realtà e fantasia, come sottile è il confine tra fattibile delirante. Magari sono influenzato da Albert ma così come nulla può superare la velocità della luce, secondo me nulla può superare la velocità di individuazione.
- E cioè?
- Siamo in continuo cambiamento, ma ognuno va ad una certa velocità (che poi non è neanche fissa) e oltre ad un certo limite non si può andare perché se no, non ci riconosciamo più neanche noi.
- Non capisco.
- Hai fatto caso che le persone ci mettono un po' a decidere di cambiar pettinatura? Pensa a cosa succederebbe se tagliassimo i capelli a qualcuno insaputa; potrebbe avere una crisi. E sto parlando di capelli ovvero di una parte di noi che ricresce velocemente!
- Dunque non possiamo cambiare o deviare dalla nostra linea evolutiva?
- Diciamo che abbiamo margini diversi e che siamo portatori di vincoli assoluti.
- Spiegati meglio.
- I nostri vincoli assoluti appartengono alla fisiologia, alla biologia, alla fisica; siamo fatti di tessuti, molecole, atomi e non possiamo andare oltre. Ma siamo anche fatti di legami affettivi e di significati che diamo alle cose. Mettiamola così possiamo cambiare nella misura in cui le novità proposte le possiamo tenere dentro di noi provando una sensazione di futuro possibile.
- Quindi se una storia non mi sta dentro se non riesco a sentirmela addosso non riuscirò a viverla?
- Proprio così proprio come capita con un paio di scarpe, un vestito, un atteggiamento.
- Strano,non avevo mai pensato che le storie somigliassero ai vestiti.
- Invece è proprio così; per questo vanno ben misurate. E ricordati che quando ne indossi una lo fai per davvero solo se provi anche i presupposti che si porta dietro.
- Già, piccola ma sostanziale differenza.