ACoFE – Associazione di Counseling Fenomenologico Esistenziale
a cura di Lorella Gargiulo - Revisione editoriale di Beatrice Aricò e Chiara Giorgi
9/12/2025
Ci sono momenti nella vita in cui percepiamo che qualcosa si è incrinato: il lavoro non ci rappresenta più, le relazioni con le persone care si trasformano, i progetti di vita perdono coerenza e il futuro ci appare sfocato. In queste circostanze può emergere una sensazione di smarrimento, come se il cammino che stiamo percorrendo diventasse improvvisamente opaco, privo di un orientamento riconoscibile.
Rivolgersi a un counselor in questi momenti significa offrirsi la possibilità di poter guardare la propria esperienza di vita con maggiore chiarezza, lasciando emergere ciò che chiede ascolto e aprendo la strada a forme nuove di comprensione e trasformazione.
Cos’è il counseling
Il counseling è uno spazio di relazione protetto in cui dedicarsi all’esplorazione del proprio vissuto, dove ciò che appare frammentato, confuso o inespresso può prendere forma e trovare parola. Non si tratta di analizzare sé stessi dall’esterno, ma di abitare le proprie emozioni e percezioni in modo più autentico, accogliendole senza giudizio sotto lo sguardo di un altro.
È un’occasione per osservare ciò che si muove dentro di noi da prospettive più ampie, riconoscendo i segnali interiori come parte significativa del proprio modo di stare nel mondo.
L’approccio fenomenologico-esistenziale
L’approccio fenomenologico invita a rimanere su ciò che c’è, con l’esperienza così come si manifesta, senza anteporre categorie o interpretazioni. La prospettiva esistenzialista riconosce invece l’essere umano come un progetto aperto all’interno della propria esistenza, un poter-essere che si costruisce attraverso le scelte.
Riprendendo una definizione di Paolo Quattrini (1), il counselor fenomenologico-esistenziale sostiene la persona nel passaggio da modalità compensative — strategie che riducono il disagio senza contattare i bisogni profondi — a modalità trasformative, in cui la persona entra in relazione diretta con ciò che prova, lo elabora e ne trae possibilità più autentiche.
In questa prospettiva, il counseling diventa un cammino che permette di riconoscere emozioni, tensioni e desideri spesso tenuti in ombra, liberando il proprio sentire da aspettative esterne e automatismi. I momenti difficili non sono più solo ostacoli, ma occasioni per aprire alternative inattese, chiarire ciò che conta davvero e orientare il proprio progetto di vita in modo coerente con le proprie istanze esistenziali.
Come funziona nella pratica
Il counseling fenomenologico-esistenziale si concentra sul come la persona vive la sua esperienza, non sul perché. Non formula diagnosi, non etichetta e non propone soluzioni preconfezionate. È un invito a incontrare la propria realtà così com’è: fatta di corpo, emozioni, relazioni, percezioni e apertura al mondo.
Il counselor non indica la strada, ma aiuta ad ampliare lo sguardo affinché la persona possa riconoscere la propria. Quando la vita perde nitidezza, questa presenza attenta e non giudicante permette di riattivare la capacità di ascolto interiore e ritrovare una direzione.
I benefici del counseling
Scegliere di iniziare un percorso di counseling significa quindi offrirsi l’opportunità di:
La relazione counselor-cliente
Nella prospettiva fenomenologico-esistenziale, la relazione tra counselor e cliente è un incontro autentico tra due esseri umani che condividono un presente fatto di ascolto e ricerca. Un luogo in cui possiamo finalmente domandarci “questa esperienza che cosa ha a che fare con me?”
È in questa presenza reciproca che avviene il cambiamento: nel riconoscimento del proprio modo di essere nel qui ed ora, nella responsabilità delle scelte e nella possibilità di aprirsi a nuove direzioni.
Non sempre possiamo scegliere ciò che ci accade, ma possiamo scegliere come stare in ciò che accade.
Il counseling sostiene proprio questa libertà interiore, offrendo un luogo in cui l’esperienza può essere ascoltata, compresa e trasformata.
Rivolgersi a un counselor è quindi un gesto di cura e responsabilità verso sé stessi, un modo per dare peso e voce alla propria esistenza, ritrovando senso e direzione nel proprio cammino.
Note
(1)Paolo Quattrini - Fenomenologia dell’Esperienza - Istituto Gestalt Bologna
Link recuperato il 03/12/2025